Ottobre volge al termine, l’altra parte del mondo si dipinge di arancione, rosso, giallo, si avvolgono i miei affetti in maglioni di lana calda, e forse bevono thè al pomeriggio per scaldarsi il cuore. Io ancora indosso le infradito, il sole mi lecca la faccia, e accarezza languido il lago che risplende di luci e riflette la città intorno. Qui è inverno, ma solo di notte. Solo di notte, quando lontana dalla luce posso avvicinarmi al buio e all’abisso che ho dentro, e si svelano i silenzi e le remote visioni dell’indifferente India. Insegnami a tacere come fai tu di fronte alla morte, insegnami a volere, e a fare senza pensare. 

Ciò che ho visto 
si risveglia in me 
la notte, come l’inverno. 
Ciò che sento vorrebbe
urlare fuori da me, 
di giorno, e la notte 
tacere tra le braccia, 
cullato come in un sogno. 
Ciò che resta è la 
vibrante illusione di essere
al di là di ogni confine, 
in una terra straniera, 
dove tutti siamo stranieri. 

Ciò che sono 
è l’impalpabile scorrevolezza
dell’acqua, nel tempo che non 
mi è dato, e che mi prendo 
lontana dal mio orizzonte consueto. 
Resta la certezza dell’attimo 
presente, il dono, 
svaniscono il passato, il futuro
terre straniere, ormai desolate. 

Dove siamo? 
Nell’attimo che non esiste
incorporeo e celeste. 
Siamo più e al di là
della materia, siamo
due occhi che si specchiano
e si riconoscono
al di là 
del bene e del male. 


Nanà

                                                                                                         A Gabriella

Noi siamo
il rimbombo
di quattro mani
battute con la forza
dell’evoluzione,
la dolcezza
dell’amore.
Noi siamo
il colore
di due pennelli
sulla tela
dei silenzi che sai.
Siamo le parole
che tacciamo.
Siamo le azioni
che non facciamo. 
Noi siamo quel sogno
appeso
al soffitto della camera comune
nella quale dormiamo
ridiamo, piangiamo.
Noi siamo
quel gioco ridicolo
quel conflitto assurdo
quel tramonto graffiante
quell’alba che squarcia il buio
quando viene il giorno.


Crepuscolo

Si affacciano
timidamente
sul far della sera le stelle
e l’orizzonte si tinge 
di viola. Si stendono 
lentamente le nuvole
stanche ormai di tanto
vagare, e nulla è più
quel che è, ma è solo la sua
tenebra. 

E’ il tempo breve di accorgersi
di ciò che c’è. Presto 
la notte vestirà ogni cosa
del suo mantello scuro. 

Nasconderà gli amanti 
e le loro ombre, muterà 
i confini del sacro, del
profano. Tinegrà le 
passioni del bagliore 
delle stelle. E l’orizzonte 
non sarà più orizzonte, 
e la terra non sarà più
terra, e il cielo non sarà più
cielo. Sarà uno e unico
come gli innamorati, 
l’amore e la notte. 

-Nanà

La formìca: Tamburo

Un bel racconto per la buonanotte! :)

laformica:

image

Pioveva, ed io facevo sogni soli, faceva freddo ed io facevo solo sogni. Ad occhi aperti, il naso al cielo contemplavo quasi staticamente il cielo nero di pece e rosso di sangue, guardavo quelle nuvole che non lasciavano intravedere nulla, nemmeno una stella. Nel fumo bianco della sigaretta…

Versi sparsi intorno a te.

[III]Errando giunsi a te.

Tenebra tra le tenebre,

nella notte che si è

fatta giorno, lieve,

carezza abbandonata

a dolcezza, abbraccio.

Tregua.

Giunsi come chi non sa

 cosa cerca, e dentro

sa che cosa spera.

Così,nella notte,contemplavo

la tua immagine al lume

di poche candele, compagne

Di un tiepido amore.

Quasi non sapevo chi tu fossi,

e già conoscevo la fine,

l’ombra dietro il timido sole

che adesso giace

nudo, all’orizzonte, e forse

è luna, è pallido colore

gettato con forza

nella tela non conclusa,

infinita, eppure docile

come le mie mani nelle tue. 

La formìca: La formica. Un punto di vista molto basso.

A quanto pare, la formìca è tornata!

laformica:

image

Chi sospira spera, e i cocci sono suoi! Recita un vecchio adagio, o forse non diceva proprio così, però per me questa regola vale. Ed io quanti sospiri ho lasciato fuggire da questa bocca che troppo parla, e nulla stringe. E i cocci sono stati sempre e comunque miei. Pagati a caro…

La formìca: Du fanali.

laformica:

Mi alzo al mattino con una nuova illusione prendo il 109 per la Rivoluzione.

Errato. Mi alzo nell’afa dell’interno nove, con un martellante rumore di lavori in corso al piano di sotto. Perfetto, mi dico. Che bel risveglio, buongiorno anche a te fottutissimo mondo. Ok. Pianifico la mia…

5 Maggio (interpretazione personale)

laformica:

Ei fu.

Siccome il mocciolo,

dato il fatal respiro,

stette sul labbro secco,

colmo di tanto Bisolvon.

Così il fazzoletto

in mano sta fermo

pensando all’ultim’ora

del mocciol letale.

Nè sa quando

un simil raffreddore

e febbre mortale

il suo cruento petto

a calpestar verrà!


Anche se non è 5 Maggio, io sono comunque e sempre raffreddata. 

laformica:

L’amore negli anni ‘20. 

laformica:

L’amore negli anni ‘20. 

laformica:

Mexicana effect. @Blues Brother coffeshop. 

laformica:

Mexicana effect. @Blues Brother coffeshop. 

laformica:

La poesia è bella. @Amsterdam

laformica:

La poesia è bella. @Amsterdam

laformica:

The Blues Brothers @Amsterdam

laformica:

The Blues Brothers @Amsterdam